Paura?

Te ne stai tranquillo alla fermata dell’autobus. Sei assorto e non ti accorgi delle nuvole che oscurano il cielo… una goccia bagna il tuo libro!

Chiudi il libro nello zaino e cerchi riparo… ed in quel momento ti accorgi che una persona viene incontro a te guardandoti. E’ la tipica persona a cui non affideresti niente, la tipica persona definita non normale, con qualche rotella fuori posto…
Si avvicina, apre l’ombrello e lo usa per proteggere te dall’acqua…

“Grazie, signora, non si preoccupi! Sotto il balcone non posso bagnarmi!” – Provi a dirle.

Ti guarda e non sposta l’ombrello… Considerando il braccio alzato raggiunge a mala pena il tuo mento, ma sta li a proteggerti dall’acqua.

“Signora, davvero, sto bene senza!” – Insisti

Continua a guardarti, incurante del fatto che per coprirti ha la schiena zuppa… Ti guarda con degli occhi talmente pieni di gioia che per un attimo dimentichi tutta la tua giornata e senza apparente motivo cominci a sorridere.

“Ma che hai paura?” – Le sue prime parole

Prontamente rispondi di no… Paura! Sei talmente minuta che con un soffio cadi a terra!!! Nella tua mente questa frase rimane in sospeso…

Ed è li che vorresti dirlo… non paura di lei, ma timore delle sue azioni perché non è possibile che lei sia talmente gentile con te mentre il tuo cervello cerca di registrare qualche informazione che faccia trasparire un secondo fine od un pericolo!

Ecco un autobus! Così come è arrivata, va via! Chiude l’ombrello e sale sull’autobus. Continui ad osservarla ancora confuso da tanta gentilezza ed è li che ti accorgi che lei continua a guardarti: un enorme sorriso sul suo volto mentre con la mano ti saluta! Ricambi…

Ma come è possibile?
Perché una persona così trasandata… perché una persona così emarginata… perché lei ha tanta gioia negli occhi? Perché lei è capace di questo?
Proprio lei dovrebbe avere 100 motivi in più di te per avercela con questa società… ma sorride!

Ed io, apparentemente membro del gruppo dei fortunati, ho dimenticato quali muscoli muovere per accennarlo soltanto un sorriso!!!

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Pensieri dalla rete…

Vivi come se dovessi morire domani. Pensa come se non dovessi mai morire.

Giorgio Almirante

Quando vedi la tua verità fiorire sulle labbra del tuo nemico, devi gioire, perché questo è il segno della vittoria.

Giorgio Almirante

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2012-03-05

FINE,
mai completa!

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Saper spendere!

Porto alla vostra attenzione questo bel video:

So che si riferisce a realtà statunitensi, ma si applica facilmente anche alla nostra situazione!

Riflettiamo cari, riflettiamo

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Studenti

Dobbiamo iniziare a far passare messaggi culturali nuovi: dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 anni, sei uno sfigato

Chi lo ha detto? Un uomo (evitiamo di condizionare il nostro pensiero solo perché lo ha detto qualcuno che non ci piace) qualsiasi. Può essere stato il Papa o un contadino o io!
Analizziamo la situazione:

  • il periodo di formazione obbligatoria termina a 16 anni circa
  • non si sa come, dopo 10 anni (da 6 a 16… mi sembra che il conteggio sia giusto) il 90% dei ragazzini rimane ignorante
  • lo Stato ha già pagato un fottio di soldi, per raggiungere lo scopo che il 90% dei ragazzini rimane ignorante
  • in genere tutti i ragazzi terminano gli studi superiori (la percentuale di ignoranza scende al 85%)
  • a 18 anni tutti i ragazzi d’Italia si svegliano: NOI ABBIAMO DIRITTO AD AVERE UNA CULTURA
  • il 99% dei diplomati decide che l’università è il sogno della loro vita

E’ questo il percorso che porta un bambino qualunque, anzi tutti, a diventare un LAUREATO. Non è una scelta di passione quella che spinge l’animo di uno studente, non è la voglia di conoscere meglio qualcosa che lo rende veramente felice: l’unica forza motrice è la voglia di non lavorare.

Non voglio fare un discorso generico, conosco tante persone che prese da vera passione studiano all’uni, ma sono costretti anche a lavorare, perché sappiamo che la situazione italiano non aiuta molto, e che quindi si vedono costretti ad allungare i percorsi di studio.
Il mio discorso è riferito a tutti quelli che vivono per scaldare il banco. Tutti quelli che decidono di iscriversi a Giurisprudenza, a Medicina, ad Ingegneria (ovunque gli venga in mente) solo perché con questa scusa hanno la possibilità di farsi campare ancora dai propri genitori e mossi dalla promessa di buoni guadagni.
Ma dopo tutto, rimane la scosa più sconcertante: tutte queste grandi persone porteranno avanti l’Italia. Come? senza passione, così come portano avanti la loro vita.
Intanto tutti quelli che meritano veramente vengono ignorati, perché la laurea è diventato un titolo da 4 soldi; quelli che meritano, a volte, sono costretti a laurearsi dopo i 28 anni perché le facoltà sono così piene da non poter smaltire la mole di esami in tempi umani; quelli che meritano scappano e raggiungono paesi dove lo studio non è un diritto, ma un dovere. Si, perché se una famiglia è costretta a pagare una retta pari al guadagno annuale non credo proprio che possano permettersi di tenere un ragazzo a studiare per 8 anni.

In definitiva sono trascorsi quasi 20 anni. Il pezzo di carta che stringiamo tra le mani non provoca nessuna emozione particolare e alla cena di festeggiamento con i parenti esordiamo con:

Se non avrei fatto il liceo questi anni di ingegneria potrebbero essere stati molto difficili, ma oggi stiamo festeggiando questo mio 66 sudato per capire perché in fondo la fisica è tutta invenzione. Adesso non voglio cercare un lavoro, perché mi ho veramente stancato e sono molto stressato, quindi mi prendo un anno sabbatico e girerò il mondo per conoscere nuove cu(l)rture…

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Ma quando la finiscono?

Questo ultimo periodo è stato denso di emozioni fortemente contrastanti, ma mai insoddisfacenti!
Non faccio parte della schiera di insurrezionalisti o di cospiratori che ha inondato l’Italia con tutte ste notizie o teorie su come finiremo male e quindi ho sempre cercato di mantenermi calmo.

Ma oggi non è possibile, perché stiamo veramente toccando il fondo!

C’è stato un tempo in cui non era possibile governare perché una opposizione senza programmi faceva da freno ad una Italia gà lenta senza per giunta proporre validi cambi di direzione.
Nel giusto e nel torto era impossibile ottenere qualsiasi tipo di risultato…. ed infatti il governo è caduto!

Oggi siamo ancora lì.

Viene costituito un governo tecnico con il compito di raccogliere da terra solo i pezzi più grandi di questa Italia in frantumi (un primo passo) e tentare di dare dignità ad un popolo che ha dimenticato la sua storia.
Questo governo ha delle normali difficoltà, perché non sono politici, non sono ancora abituati agli illogici e meschini giochi di potere che avvengono all’interno del Parlamento ed in più hanno l’enorme responsabilità di poter causare la totale disfatta dell’Italia.

Ma il problema non sono loro.

Come sempre il problema è un insieme ignorante di celebrolesi che di tanto in tanto aprono bocca.
Si perché i cari politici che ci hanno ridotti nelle condizioni in cui siamo, solo perché “uomini” senza palle, anzicché dare manforte a sti poveracci che hanno dovuto fare tutto ciò che di sporco c’era da fare, stanno lì a fare scommesse su quando questo governo non ce la farà più a reggere l’enorme peso che sorreggono.

MA BASTA!
Mi avete stufato, ve ne dovete andare!

Si perché comincio ad intravedere un po’ del futuro e mi sento peggio di come possa sentirm adesso. Sti stronzetti verranno a bussare alle nostre porte con tante cose da dire:
Il governo Monti ti ha aumentato l’IVA? Noi te la diminuiamo!, Il governo Monti ha aumentato le tasse? Noi le diminuiamo!

Chissà se qualche onesta persona verrà a bussare alla nostra porta dicendo: Il governo Monti, in unione al nostro sforzo, è riuscito a tenere a galla l’Italia! Se continui a fidarti di noi votaci!

CHE SCHIFO!

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Diritti…

La salita di Monti al governo ha, giustamente, diviso il popolo: chi ha fiducia mell’uomo nuovo; chi teme di essere caduti più in basso.
Ma questo è normale, siamo in un periodo difficile e ogni cambiamento rinnova le paure che pervadono il paese.
Ciò che, secondo me, non è normale proviene da un insieme amorfo di giovani.
Dico sempre che i giovani possono portare il nostro Paese verso mete oltre ogni nostra immaginazione, ma non smetterò mai di ricordare che serve sempre intelligenza per perseguire questo scopo.

Ma non mi pare proprio di aver visto intelligenza nelle manifestazioni che, dopo appena pochi giorni, vengono mosse contro il nascente governo.

Manifestazioni giuste, sì perchè parliamo del diritto allo studio!

Ma analizziamo come il popolo italano vede questo diritto: la possibilità di stare beati e mantenuti fino all’età di circa 30 anni.

Dal mio punto di vista è un po’ diverso: il diritto di cui sopra ha validità solo quando corrisponde un dovere. Mi spiego.
Fino all’eta di circa 18 anni siamo “costretti” ad andare a scuola e, considerando l’inizo a 6 anni, abbiamo trascorso 13 anni sui banchi di scuola. Fino all’età di 18 anni siamo bambini e quindi non abbiamo voglia di studiare e buttiamo la bellezza di 13 anni, sia in termini di soldi che di tempo, solo per togliere lo scomodo di mantenere un bambino a casa (e credetemi se vi dico che molti genitori manadano bambini a scuola solo per toglierseli dalle scatole).
D’un tratto, una massa informe di capre che per 13 anni ha pascolato liberamente nell’ignoranza, decide di continuare gli studi, senza però essere capaci di scegliere una direzione (perchè per decidere bisogna avere un bagaglio di informazioni).
Ed ecco che le università si vedono invase da orde di barbari in cerca di istruzione…

Istruzione che avrà delle difficoltà ad attecchire su elementi che per 13 anni sono stati aridi, e così ti ritrovi al primo anno di ingegneria a parlare di come eseguire una divisione o a parlare dell’amore segreto di leopardi al primo anno di letteratura, sprecando ulterori soldi ed ulterore tempo in concetti che per ben 13 anni sono stati ignorati.

Allora mi chiedo: perchè queste persone si possono premettere di chiedere il diritto allo studio, quando poi non mantengono il dovere di studiare?

E poi ancora: perchè queste persone chiedono il diritto allo studio, quando non mantengono il dovere di svolgere con dignità ed in maniera professionale il proprio lavoro?

Non è che per caso anzicchè aumentare i fondi alle università si dovrebbe avere il coraggio di buttare fuori gli elementi che non offrono prospettive?

PS: per chi sta pensando che a volte il problema non sono gli studenti, ma gli insegnanti dico che hanno ragione, ma in questa nazione chi svolge un lavoro mediocre non può essere licenziato… penso che il timore di rimanere senza un lavoro porterebbe dei miglioramenti nell’istruzione, ma che dire… W la mediocrità

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